La Torre di Galatrona

La Torre di Galatrona domina tutto il versante valdarnese e gran parte del crinale dei monti del chianti. La parte più visibile di quel che resta del castello di Galatrona, è la torre di avvistamento, chiamata più semplicemente “il torrione” situata all’estremità di un lungo sperone roccioso digradante da Monteluco del Chianti. Data la sua posizione strategica, non è difficile indovinare che la collina fu sede di insediamenti molto antichi; alcuni studiosi indicherebbero Galatrona come un toponimo di deviazione etrusca. Le tracce murarie tutt’intorno alla torre danno per certa la presenza di uno stanziamento tardo-romano. Risalgono infatti a quest’epoca i ritrovamenti ceramici, nonché il recinto di forma ellittica, di quasi 2 metri di spessore (testimonianza di uno stanziamento difensivo), situato nella parte nord-ovest della collina. Si ha una prima menzione del castello in un documento del 963 d.C che parla del castello di “Canastruna”.

Nel medioevo il castello faceva parte del Viscontado di Valdambra su cui dominavano i conti Guidi; in seguito, avendo i Guidi richiesto la tutela del comune di Arezzo, il potere su Galatrona passo ai Tarlati, i quali rimasero signori del castello fino alla conquista fiorentina del Vescovado di Valdambra, avvenuta nel 1335.

Una volta acquisito il pieno controllo politico-militare (tramite il pagamento di 3800 fiorini d’oro per rilevare gli ultimi diritti di cui Tarlati e Umbertini ancora godevano su questo territorio), Firenze divise la Valdambra in 3 terzieri dotati di propri statuti. Il castello di Galatrona fu aggregato a quelli di Cennina, Bucine, Torre e San Leonino.

Anche Galatrona fu un villaggio fortificato con 2 torri, la più antica è distrutta e ricoperta dagli alberi, solo la più “giovane” è ancora visibile sfidando gli elementi. Tracce delle numerose abitazioni (successivamente almeno in parte abbandonate per la dispersione di non poche famiglie nella campagna circostante) sono ancora ben evidenti nel perimetro interno delle mura. Data l’esiguità dello spazio sul quale sorgevano, esse erano molto piccole e si componevano, al massimo, di 2 o 3 stanze. Presumibilmente solo la popolazione più abbiente poteva permettersi una locazione sicura all’interno delle mura e viveva nel villaggio sottostante in tempi di pace. All’epoca della compilazione del catasto fiorentino del 1427 le case, situate dentro il castello erano una ventina.

Nel VI secolo Galatrona, come del resto tutta la Valdambra, fu coinvolta nella lotta sostenuta dai Medici, alleati con Carlo V contro Siena e il re di Francia. La vittoria degli imperiali decretò, contemporaneamente, la fine della repubblica senese che vide passare i propri territori sotto il dominio fiorentino, e la fine delle scorrerie degli eserciti nemici in Valdambra. Da allora Galatrona dipese territorialmente da Bucine per poi uscire gradatamente dai resoconti di guerra e quindi dalla storia per essere lasciata in balia dei rampicanti fino ad oggi.

VISITARE LA TORRE

L’edificio, restaurato di recente, è aperto al pubblico dal 2007. Ogni estate un gruppo di volontari “Gli amici del Torrione” di Mercatale Valdarno aprono la Torre e consentono ogni finesettimana ai visitatori di ammirare tra i più bei scorci panoramici del Valdarno.

Chi intende visitare il Castello ha la possibilità anche di visitare uno splendido contesto naturale, grazie a un percorso che, dal paese di Mercatale Valdarno, attraversa i colli circostanti, passando accanto alla bella vigna di Bòggina di Petrolo e tocca la pieve romanica di Galatrona con la famosa fonte battesimale dei Della Robbia.

Il percorso per raggiungere la Torre di Galatrona passa proprio di fronte a Villa Petrolo e offre una fantastica vista panoramica sul Valdarno.